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Scuola Windsurf Trevignano Romano

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Test Shock wave 82/ 2008 scritto da Roberto da Costa, foto Byllo .Gaetano e Sgobbo

Test Shock wave 82/ 2008 scritto da Roberto da Costa, foto Byllo .Gaetano e Sgobbo

Eccomi di nuovo on line , per un altro test, questa volta tocca alla tavola wave On Shore di casa AB+.
Come per il precedente test la tavola è stata testata negli spot del litorale Laziale, nell’ ordine Banzai, cavalluccio, Centrale e la punta,in condizioni del vento che andava da On Shore a Side shore, con onde dal metro, ai tre e oltre della centrale.
Cominciamo col dire che, la tavola in mio possesso è il modello 2008, seconda serie, lievemente,corretto nella linea di rocker line ora più planante della precedente, sostituita anche la pinna, che ora ha una diversa curvatura ed un profilo più sottile per migliorare la surfata e la velocità  della tavola.
Il mod 82 litri pesa 5.5 kg con strap, e pinna. Costruzione rigorosamente full Carbon ,straps Da Kine e pinna in G 10 da 22 ovviamente modello wave.
La tavola viene venduta completa di sacca super imbottita e come accessorio vengono fornite delle viti di ricambio per la pinna, valvola e straps. Appena tolta dalla sacca ci si trova davanti ad una tavola dalla grafica che va contro tendenza, lo scafo è graficamente poco appariscente, ma come per tutta la gamma voluta di Bringdal gli scafi sono studiati per rendere al meglio in acqua e non sulla spiaggia.
Le tavole AB Plus sono prodotte in Cina, dove la costruzione avviene in maniera artigianale, con rifiniture a mano sia nella fase strutturale che in quella grafica. Le tavole AB Plus sono dei veri pezzi unici, dei custom di razza.
L’outline dello Shock wave 82 litri, segue le nuove tendenze in fatto di tavole On shore, misura 232 ed e’ larga 55.5.
Questo scafo dalla prua larga e sottile, e la poppa pin tail, ha i bordi spessi al centro tavola,che diventano mano a mano che si va verso poppa, sottili e ben affilati.
La distribuzione del volume è stata curata e messa a punto da Anders, che ha voluto creare una tavola per le classiche condizioni europee, riuscendo ancora una volta a trasmettere il suo feeling anche su questo gioiellino.
La prua larga inoltre favorisce la surfata sulle onde di media e piccola taglia, garantendo sempre un ottimo appoggio in fase di bottom turn, ed evita che la tavola si ingavoni nel bel mezzo della surfata.
La carena a V trova la massima profondità  al centro tavola, per poi diminuire verso poppa,e diventare bi concava vicino alla pinna, una scelta voluta per aumentare il grip della tavola in fase di surfata.
Come per tutta la gamma AB+, sotto il pads si trovano dei cuscinetti che attutiscono e preservano la tavola dai colpi causati dai salti molto alti, un accessorio che si rivela utilissimo anche in andatura, rendendo più comodo navigare in condizioni di mare choppato spacca caviglie.
Prova in acqua .
La tavola rende al meglio in condizioni On shore, ma si disimpegna bene anche in condizioni Side/ Side off la tavola è stata provata , più volte e in spot differenti mettendola sotto torchio dal me e da vari amici di pari e superiore livello, lo spot di riferimento è stato il cavalluccio ,con vento on shore e onda di due metri, vela k onda 5.3 2008
Lo shock 82 litri parte molto velocemente in planata, e grazie alla nuova linea di rocker line raggiunge
subito una velocità  superiore alla maggior parte delle tavole in circolazione, una caratteristica da non trascurare specialmente in presenza di onde incasinate sotto riva, dove il vento On shore spesso è rafficato.
In andatura la profonda V svolge una duplice funzione e lavora egregiamente permettendo alla tavola di risalire bene il vento, appena fuori della baia del cavalluccio l’onda bella ripida sopra i due metri, è l’ideale per provare qualche salto, la cosa che colpisce dello shock 82,è il perfetto controllo che si ha nelle manovre aeree, la leggerezza e il coretto bilanciamento dello scafo , fanno si che tutta la fase aerea sia bilanciata e perfetta.
Negli atterraggi anche alti l’abbondante pad ammortizzato fa un ottimo lavoro.
In surfata con vento On Shore,la V in carena unita ai doppi concavi di poppa,fanno si che lo shock 82 una volta presa l’onda, segua la traiettoria impostata senza troppe correzioni da parte del surfer, la tavola scivola bene permettendo surfate senza troppi sforzi e movimenti del corpo, l’unica accortezza almeno per le prime uscite è quella di dosare bene la pressione sulla gamba posteriore, questo per evitare improvvise perdite di aderenza, specialmente se si vuole chiudere il bottom turn con un raggio più corto.
Superata la prima fase del bottom, la tavola scorre veloce e ci si può concentrare sul cutback, invertendo il carico sul piede anteriore si riesce a concludere tutta la manovra senza la minima perdita di velocità , concludendola onda permettendo con tanto di aerial.
Buona la surfata in Back side, con onde sui due metri il bordo spesso unito all’abbondante V fanno risalire l’onda in Back side velocemente permettendo di impostare il bottom seguente senza troppi pensier.

Anche con vento Side/ Side off, e onda di due metri e oltre, lo shock 82 litri si disimpegna bene permettendo sempre surfate ben controllate a patto di rimanere sempre centrali sulla tavola.
Comunque AB+ ha sviluppato la gamma parallela alla linea Shock con volumi e larghezze specifiche per condizioni side e onda grande chiamata Tidal wave.

Per concludere consiglio questo tavola a coloro che cercano una tavola wave di razza robusta e duratura, che gli permetta di surfare e progredire utilizzando una sola tavola wave, spaziando dal principiante avanzato al rider esperto.
Il modello 82 litri e’ l’ideale per surfer di peso compreso fra 70 e 85 kg max la si può utilizzare con vele wave di metratura comprese tra la 4.5 alla 5.7.

Per tutte le info sui prodotti AB + contattare il num 3381457462

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Test K onda 5.3/ 2008 By Roberto Da Costa.

Qualche cenno storico sulla vela è d’obbligo prima di proporvi il test 2008

l’anno 2005, è stato per la veleria di Senigallia l’anno del mono film X ply specchiato, ma questo è solo l’inizio di una lunga serie di cambiamenti che vedranno, col tempo cambiare e migliorare la wave di punta della Challengersails.
Dopo anni di mono film trasparente, arricchito da ferzi più o meno colorati, alla challenger era giunta l’ora di dare un cambio netto alla produzione.
La continua ricerca e lo sviluppo dei materiali, ha spinto Claudio Badiali, sail designer challenger ,a sperimentare un nuovo tipo di mono film x ply, per dare al prodotto finito un look e una resistenza superiore.
L’ idea era buona e la vela aveva un look veramente azzeccato, fu li che nacque la mia collaborazione con la challenger, che continua ancora oggi con ottimi risultati.

L’anno dopo in vacanza ebbi la possibilità  di provare i prototipi della linea 2006 , che Cesare Cantagalli stava testando, pochi bordi, e capii che la vela era stata cambiata radicalmente, tornato a riva chiesi a Cesare Cantagalli se la vela era stata tagliata male, visto che le stecche non toccavano più sull’albero ma si fermavano poco prima, Cesare mi guardò e mi disse:”stiamo studiando un nuovo sistema di stecche per i modelli wave e Freeryde, questo sistema migliora la rotazione delle stecche e rende la vela più stabile e meno faticosa sulle braccia”… era nato il sistema FBS.

Nel 2007 le vele venivano riviste e migliorate nei materiali, l’X ply trasparente lasciava il posto ad un nuovo e più morbido, X ply bianco con filamenti argentati, le stecche venivano rese più morbide in punta, per favorire ancora di più la gia eccellente rotazione delle stecche, e dare alla vela un po’ più di tiro specialmente con vento al limite.
La grande C che nei modelli 2006 era stata integrata nella struttura della vela stessa, veniva spostata e posizionata in modo esteticamente più gradevole.

Giunti al 2008, la veleria challenger ha nuovamente rivisto e corretto la sua vela di punta per la disciplina wave, il progetto della k onda rimane sempre lo stesso,una vela solida, super bilanciata e da prezzo competitivo.
Dal punto di vista grafico la K onda 2008 a subito grossi cambiamenti, tutti mirati a migliorare l’aspetto estetico,e non solo.

In dettaglio.
Con il nuovo anno la challengersails , ha anche cambiato la sede di produzione delle sue vele, che rimane come per la precedente in Cina, dove si producono la maggioranza delle vele che finiscono nelle nostre mani.
Il modello 08 porta in eredità  molte delle caratteristiche che hanno fatto la fortuna dei modelli precedenti.
Ma come per le stagioni precedenti Claudio badiali velaio della Challengersails, ha fatto i doverosi cambiamenti alla nuova K onda, migliorando la tasca d’albero, sia nella curva che nel materiale, che ora e più robusto e resistente alle abrasioni causate anche dall’asfalto, rivisto anche il giro d’albero, con il modello 08 è possibile raggiungere il giusto trim della vela con meno fatica e con più precisione; di conseguenza sono state ritoccate anche le stecche, ora meno flessibili in punta,nuovi i tendi stecca e nuovi rinforzi in base ,bugna e top, nuova anche la regolazione del top stesso che nei modelli delle serie precedenti non permetteva un trim ottimale.

Il nuovo ,mono film X ply, e ora disponibile in due varianti di colore, rosso e blu.
Anche le parti soggette a sfregamento sono state rinforzate, e nei punti di maggior contatto tipo il grip della tavola sono stati inseriti dei profili gommati cuciti direttamente sulla vela,cambiata anche la parte in gomma della base, ora più spessa e morbida.
Rimangono anche per questa stagione,il comodo paracolpi di base costruito in thermoform, dove al suo interno trova posto una comoda tasca per riporre pezzi di scotta e chiave per tendere le stecche.
Prova in acqua.
Come detto precedentemente uso questa vela sia in condizioni wave con vento side che on shore, e anche in tutte le mie uscita freestyle,armata con l’albero consigliato il modello 400 Needle plus 100% carbon la vela e facile da trimare, la vela se correttamente armata non presenta nessuna piega, come regola base, e bene sapere che per tutta la serie partendo dal 2006, fino all’attuale mod 08, le K onda vanno cazzate di carica basso fino a che la seconda stecca partendo dalla penna non si allenti.

Poi si può passare alla tensione della bugna, che di norma non deve mai essere troppo positiva, basterà  tenderla fino a che premendo sulla parte dove si trova il rinforzo”quello dove si trovano i due occhielli” non tocchi il boma dalla parte opposta.
All’ aumentare del vento dovrete tendere la vela ripartendo dal carica basso e poi rifare il tutto come descritto sopra, lievi tensioni di bugna sono tollerate ma bastano pochi centimetri di troppo per rendere la vela moto nervosa.
Provata in vari spot la k onda 08,da il massimo il condizioni di vento side , non importa quanto sia grande l’onda e forte il vento, la dinamica del twist lavora talmente bene, che potete dimenticarvi della vela ,e concentrarvi solo sul bottom , sulle onde la grande e comoda finestra in mono film x ply trasparente permette sempre di tenere sotto controllo l’onda, senza inutili spostamenti del corpo.
L’equilibrio generale della K onda permette di tirare bottom, veloci e controllati, nei salti il moderato tiro della vela, permette con poca fatica di saltare alto e di controllare al meglio tutta la fase aerea senza troppi sbilanciamenti e correzioni, usata come vela freestyle permette grazie al taglio della base e al boma corto di fare tutte le manovre in maniera veloce e fluida.

La K onda 2008 In condizioni On shore si disimpegna bene e rimane nella media delle vele side di qualità , permettendo sempre ottime surfate.
In alternativa per i surfer che prediligono il tiro sulla vela wave, la veleria Challenger ha in catalogo la Bash, vela puramente On Shore voluta da Cesare Cantagalli, e indirizzata ad un pubblico che preferisce una vela più potente.

IMPRESSIONI E COMMENTI SULLA VELA.

VIKINGO: nel 2001 ho già  avuto una vela Challenger e proprio della metratura presa in esame dal mio amico Da Costa e debbo dire che mi ha regalato parecchie soddisfazioni, l’unica pecca forse era la scarsa qualità  dei materiali non molto resistenti. Da qualche mese ho acquistato una Vela CHALLENGER K ONDA 5.3 2008, e ciò che mi ha subito colpito è stata la qualità  e robustezza dei materiali, notevolmente migliorati rispetto agli anni passati. In acqua la sensazione è che la vela si comporta molto bene sia in condizioni di vento side-off shore che di vento side-on shore, essendo potente, ma non troppo, e bilanciata allo stesso tempo. Nell’onda la vela mi è risultata leggera, decisamente fluida
e veloce, e permette anche al surfer non troppo esperto di piazzare bottom radicali e cut back rapidi.
Il bilanciamento poi, è tale che pur cazzando sufficientemente la vela, la si riesce a gestire anche in condizioni di soprainvelatura e di vento rafficato. Ovviamente le performance migliori, la stessa le fornisce in condizioni puramente wave, un utilizzo diverso non ne giustificherebbe l’acquisto .
Insomma posso dire che la Challenger con la K Onda 5.3 2008, anche per buon il rapporto qualità  prezzo,si colloca ora tra i maggiori produttori di vele da Windsurf .

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Test Challenger B-lite 5.9 – Test a cura di Roberto da Costa

Con la nuova stagione, tutte le velerie ripropongono i loro nuovi modelli,tutti rivisti e corretti,come vuole il mercato, e a tal proposito anche la veleria  Challenger Sails di Senigallia non fa eccezione,e propone per la nuova stagione una linea di otto modelli alcuni dei quali completamente nuovi.
Partendo dalla K onda fino ad arrivare alla vela dedicata ai piccoli campioni la Leon, tutte progettate dalla mente di Cesare Cantagalli e testate da tutto il Team Challenger.
Per il test ho preso in considerazione il modello Freestyle la Bash 5.9 lite, vela da abbinare alle moderne tavole da freestyle sui 100-120 litri e da usare come vela unica per le condizioni estive con venti che variano dai 14 nodi fino ai 18, prevalentemente in condizioni di acqua piatta.
Sono proprio queste le condizioni che abbiamo incontrato nel nostro test svolto sullo spot lago di Bracciano con vento di tramontana sui 16 nodi con raffiche fino a 18 nodi. 
Una volta srotolata la vela, saltano subito all’occhio i nuovi rinforzi di base studiati per evitare che l’antisdrucciolo della tavola, possa rovinare la base della vela, nuovo anche il monofilm ora bicolore e tramato rosso o blu nelle zone di base e penna, anche la balumina viene rinforzata da un monofilm tramato a prova di strappo
Nuova anche la tasca d’albero ora di un nuovo materiale più robusto della versione 2007.
Presente anche nel modello 2008 la protezione di base costruita in Thermoform, e la carrucola in acciaio inox indispensabile e comoda in fase di montaggio.
Per preservare dalle abrasioni le stecche in fase montaggio, la Challenger Sails ha applicato sul terminale delle stecche di piccoli loghi in gomma e una fettuccia sul top della vela che serve in fase di montaggio e smontaggio, ed evita che la vela si accartocci mentre si sfila l’albero dalla tasca: piccoli dettagli che fanno capire quanta cura la Challenger sails mette nella progettazione delle proprie vele.
Armata con il suo albero lo short 430-100% la vela si monta velocemente, e con poca tensione di caricabasso si raggiunge subito il trim perfetto, facile da armare e da regolare non presenta nessuna piega antiestetica, il profilo si distribuisce in maniera molto uniforme con un leggero grasso all’ altezza delle prime due stecche di base, il boma relativamente lungo dà  alla vela un aspetto compatto .

Prova in acqua
La cosa che colpisce è la progressiva accelerazione che la B-lite 5.9 possiede, in fase di inizio planata, la vela accelera e non strappa mai sul braccio anteriore rimanendo sempre molto controllabile in tutte le andature, questa caratteristica è di massimo aiuto nelle manovre tipo spock e flaka dove la vela deve rimanere neutra,e in tutte le manovre aeree, forward compreso.
E’ proprio nelle manovre tipo loop che si riesce ad appezzare tutto il controllo che la vela trasmette al surfer, morbida nei cambi di mura, la B-lite 5.9 non crea problemi e non strappa, questo grazie al sistema di stecche che non toccano l’albero ed evitano proprio nei cambi di mura quel fastidioso scatto delle stecche.
La veleria è riuscita a raggiungere un ottimo equilibrio fra freewave e freestyle sulla B-lite 5.9, e anche se non si utilizza per un uso puramente Freestyle, la B-lite 5.9 pur non essendo molto veloce, riesce a mantenere sempre una buona velocità  in tutte le andature, senza privilegiare nessuna in particolare, anche l’angolo di bolina con vento costante non varia di molto rispetto alle vele dedicate al freeryde.
Da segnalare inoltre, l’impegno che la veleria Challenger Sails ha messo nella scelta dei materiali di costruzione tutti rigorosamente di prima qualità  , il tutto prestando la massima attenzione ai prezzi, che per la nuova serie 2008 sono addirittura inferiori rispetto alla serie precedente. Un motivo in più per scegliere Challenger Sails.

Consigli per il trim

5.9 albero 430 short 100% prolunga 22 cm boma 185
Per ottenere le massimo dalla vela ricordate di non esagerare con la tensione del caricabbasso tiratelo fino a che le prime due stecche della penna non sventano, poi regolate la bugna dando una leggera tensione,evitate assolutamente di tendere troppo la bugna e ricordatevi che la vela lavora al meglio solo con una corretta regolazione della bugna, se il vento aumenta vi consiglio di aumentare al massimo di 2 centimetri la tensione del caricabasso e di utilizzare il secondo occhiello di bugna
visita il sito ufficiale Challenger Sails
Test a cura di Roberto da Costa www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing

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Anteprima trapezio liberty accessori windsurf – Scritto da Roberto Da Costa.

Dopo due stagioni di test è pronto il nuovo trapezio per il windsurf della liberty, azienda leader nel campo della produzione di mute, giubbotti specifici per lo speed e trapezi da windsurf sia wave che slalom.
Grande interesse ha destato il rivoluzionario trapezio Carbon pro flex mod -wave. Il modello 2008 da me utilizzato è del tipo a fascia con struttura interna completamente in Thermo form, rivestita internamente in neoprene bi foderato per garantire confort e vestibilità  perfetti.
Ma la grande rivoluzione sta nel fatto che questo trapezio ha una struttura esterna completamente in carbonio.
La parte che sostiene la schiena è stata studiata in modo da offrire al windsurfer un confort ed una protezione che altri trapezi non possono garantire, tutta la parte estera è in carbonio di grammatura superiore ai 800grammi per m2 ed è laminata con una resina molto flessibile, che funge da collante per le fibre di carbonio, ma che nello stesso tempo permette alla struttura stessa di avere un minimo di flex, evitando che il carbonio dopo la laminazione posso diventare troppo rigido e di conseguenza scomodo.
Questo tipo di trattamento fa si che la scocca esterna sia indeformabile nel tempo, e riesca a distribuire tutto il carico della vela in maniera uniforme, permettendo al surfer di mantenere per tutto il periodo dell’ uscita una posizione corretta. Il trapezio viene venduto con il gancio in acciaio inox del tipo non scorrevole ed a sgancio rapido, completo di sacca per il trasporto.
Prezzo mod carbon wave 140.00€
Per info www.libertywind.ip


www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing

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Test Challenger B-lite 5.9 2008

Test Challenger B-lite 5.9

Test a cura di Roberto da Costa ,
Con la nuova stagione, tutte le velerie ripropongono i loro nuovi modelli,tutti rivisti e corretti,come vuole il mercato, e a tal proposito anche la veleria  Challenger Sails di Senigallia non fa eccezione,e propone per la nuova stagione una linea di otto modelli alcuni dei quali completamente nuovi.
Partendo dalla K onda fino ad arrivare alla vela dedicata ai piccoli campioni la Leon, tutte progettate dalla mente di Cesare Cantagalli e testate da tutto il Team Challenger.
Per il test ho preso in considerazione il modello Freestyle la Bash 5.9 lite, vela da abbinare alle moderne tavole da freestyle sui 100-120 litri e da usare come vela unica per le condizioni estive con venti che variano dai 14 nodi fino ai 18, prevalentemente in condizioni di acqua piatta.
Sono proprio queste le condizioni che abbiamo incontrato nel nostro test svolto sullo spot lago di Bracciano con vento di tramontana sui 16 nodi con raffiche fino a 18 nodi. 

Una volta srotolata la vela, saltano subito all’occhio i nuovi rinforzi di base studiati per evitare che l’antisdrucciolo della tavola, possa rovinare la base della vela, nuovo anche il monofilm ora bicolore e tramato rosso o blu nelle zone di base e penna, anche la balumina viene rinforzata da un monofilm tramato a prova di strappo

Nuova anche la tasca d’albero ora di un nuovo materiale più robusto della versione 2007.
Presente anche nel modello 2008 la protezione di base costruita in Thermoform, e la carrucola in acciaio inox indispensabile e comoda in fase di montaggio.

Per preservare dalle abrasioni le stecche in fase montaggio, la Challenger Sails ha applicato sul terminale delle stecche di piccoli loghi in gomma e una fettuccia sul top della vela che serve in fase di montaggio e smontaggio, ed evita che la vela si accartocci mentre si sfila l’albero dalla tasca: piccoli dettagli che fanno capire quanta cura la Challenger sails mette nella progettazione delle proprie vele.

Armata con il suo albero lo short 430-100% la vela si monta velocemente, e con poca tensione di caricabasso si raggiunge subito il trim perfetto, facile da armare e da regolare non presenta nessuna piega antiestetica, il profilo si distribuisce in maniera molto uniforme con un leggero grasso all’ altezza delle prime due stecche di base, il boma relativamente lungo dà  alla vela un aspetto compatto .

Prova in acqua
La cosa che colpisce è la progressiva accelerazione che la B-lite 5.9 possiede, in fase di inizio planata, la vela accelera e non strappa mai sul braccio anteriore rimanendo sempre molto controllabile in tutte le andature, questa caratteristica è di massimo aiuto nelle manovre tipo spock e flaka dove la vela deve rimanere neutra,e in tutte le manovre aeree, forward compreso.
E’ proprio nelle manovre tipo loop che si riesce ad appezzare tutto il controllo che la vela trasmette al surfer, morbida nei cambi di mura, la B-lite 5.9 non crea problemi e non strappa, questo grazie al sistema di stecche che non toccano l’albero ed evitano proprio nei cambi di mura quel fastidioso scatto delle stecche.
La veleria è riuscita a raggiungere un ottimo equilibrio fra freewave e freestyle sulla B-lite 5.9, e anche se non si utilizza per un uso puramente Freestyle, la B-lite 5.9 pur non essendo molto veloce, riesce a mantenere sempre una buona velocità  in tutte le andature, senza privilegiare nessuna in particolare, anche l’angolo di bolina con vento costante non varia di molto rispetto alle vele dedicate al freeryde.
Da segnalare inoltre, l’impegno che la veleria Challenger Sails ha messo nella scelta dei materiali di costruzione tutti rigorosamente di prima qualità  , il tutto prestando la massima attenzione ai prezzi, che per la nuova serie 2008 sono addirittura inferiori rispetto alla serie precedente. Un motivo in più per scegliere Challenger Sails.

Consigli per il trim

5.9 albero 430 short 100% prolunga 22 cm boma 185
Per ottenere le massimo dalla vela ricordate di non esagerare con la tensione del caricabbasso tiratelo fino a che le prime due stecche della penna non sventano, poi regolate la bugna dando una leggera tensione,evitate assolutamente di tendere troppo la bugna e ricordatevi che la vela lavora al meglio solo con una corretta regolazione della bugna, se il vento aumenta vi consiglio di aumentare al massimo di 2 centimetri la tensione del caricabasso e di utilizzare il secondo occhiello di bugna
visita il sito ufficiale Challenger Sails www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing
Test a cura di Roberto da Costa www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing

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TEST AB+ Freestyle 95 by Roberto Brazil Da Costa

TEST AB+ Freestyle 95 www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing

AB Plus  freestyle 95 full carbon. di Roberto da Costa

Fare un test non è mai cosa facile, si corre il rischio di dare informazioni sbagliate a chi cerca di cambiare la propria tavola con una che vada meglio, o che gli permetta almeno di migliorare il proprio livello, dopo più 18 anni di windsurf, dei quali quattro come shaper delle mie tavole, e tre passati con le tavole della Drops credo di essermi fatto un’idea ben precisa sul tipo di  tavola da  utilizzare per fare freestyle o wave.

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